Sentenza Cassazione, la mancata presa di servizio può portare al licenziamento

La sentenza n. 15365 della Corte di Cassazione, sezione lavoro, del 6 giugno 2019 tratta un caso che si è conclusa – purtroppo – con il licenziamento di un insegnante di scuola secondaria superiore in servizio in Piemonte.

Cosa ha provocato l’allontanamento dalla scuola di questo insegnante? La mancata presa di servizio nella scuola in cui era stato assegnato in utilizzo con un decreto del 19 settembre (a cui si sono aggiunte poi le assenze, considerate ingiustificate nei successivi 4 giorni).

Il licenziamento del docente era stata impugnato (e poi respinto) dal soggetto licenziato già davanti al tribunale di Cuneo e poi dalla Corte d’Appello di Torino.

Davanti alla Cassazione, il docente aveva eccepito che la sanzione era stata comminata non per un’assenza ingiustificata, ma piuttosto a causa di una mancata presa di contatto. Non si era poi considerato il fatto che all’insegnante non era stato mai comunicato in quali giorni avrebbe dovuto prestare servizio in quella settimana. Nel caso di specie poi, era mancata una diffida con indicazione dei giorni in cui il professore avrebbe dovuto svolgere la sua prestazione lavorativa.

Su questo caso la Cassazione si è così espressa. Prima di tutto “la mancata presentazione presso l’Istituto scolastico ove egli era stato assegnato” ha “la consistenza propria dell’assenza”. C’è poi da considerare che “è poi immune da censure di diritto, oltre che di assoluta evidenza, l’affermazione della Corte territoriale secondo cui il docente era tenuto a presentarsi presso la nuova scuola alla quale era stato destinato, senza necessità che fosse quest’ultima a dovergli previamente comunicare i giorni di insegnamento”. E quindi “spetta al lavoratore mettersi a disposizione sul luogo di lavoro fin dal primo giorno in cui egli risulti ivi destinato e che non sia il datore di lavoro, dopo che già vi fosse stata formale fissazione della data di trasferimento, come non risulta controverso che fosse, a dover previamente comunicare all’insegnante i giorni di insegnamento stabiliti dall’orario scolastico”.

Per la Cassazione è infondato anche L'”assunto secondo cui il regime part time impedirebbe di imputare ad assenza tutti i quattro giorni successivi al primo in cui il ricorrente avrebbe dovuto presentarsi alla scuola; infatti, la mancata presentazione alla scuola, impedendo per fatto del dipendente lo svolgimento delle attività di ingresso nel nuovo istituto scolastico, si traduce in assenza, che si protrae poi per tutti i giorni successivi fino a quando non (…) vi sia presentazione al servizio presso la scuola, sicché è corretto che quei giorni siano stati tutti computati a carico del lavoratore”.