Il ritardo delle donne italiane nel campo dell’istruzione rispetto alle altre europee

Qual’è la situazione dell’istruzione femminile? Le donne residenti in Italia di età compresa tra i 25 ed i 64 anni, con diploma o laurea, sono il 63,8% del totale (in Europa la percentuale aumenta del 15%). Lo scarto tra l’Italia e l’Europa aumenta con il crescere dell’età delle donne: si va dagli 8 punti tra le 25-34enni ai 12 punti della fascia 35-44 anni al 22% di chi si trova tra 55 e 64 anni.

C’è da rilevare poi che lo scarto tra le europee e le italiane è ancora più evidente se si considerano distintamente le laureate e le diplomate: nel Vecchio Continente ci sono più laureate che diplomate tra i 25 ed i 34 anni  – rispettivamente il 45 ed il 40% -, mentre tra i 35 ed i 44 anni si assiste ad un pareggio sostanziale – 41% per entrambe le categoria -, mentre in Italia le laureate sono sempre molte di meno delle diplomate.

In Europa fanno peggio di noi solo Malta e Portogallo, mentre la Spagna si trova al nostro stesso livello. Anche se il livello d’istruzione delle donne è superiore a quello degli uomini, dobbiamo capire che ci troviamo davanti ad un problema serissimo, perché:

  1. i bassi livelli di occupazione femminile sono pesantemente influenzati dal titolo di studio che hanno conseguito. Le donne laureate hanno tassi di occupazione più elevati e hanno saputo difendersi meglio durante gli anni peggiori della crisi;
  2. bassi titoli di studio conducono più facilmente all’analfabetismo di ritorno – lo sottolineava anche Tullio De Mauro -, e chi si trova in questa condizione è più vulnerabile;
  3. chi ha un titolo di studio di livello più basso ha più difficoltà ad usare le nuove tecnologie (e quindi si troverà più in difficoltà ad affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro), e quindi ha maggiori possibilità di diventare povero.

Purtroppo, sia tra gli italiani che tra le italiane, tanti/e pensano che il titolo di studio rappresenti solo un “pezzo di carta”. Un pregiudizio falso che va combattuto, soprattutto tra le donne. Loro per prime devono prender coscienza del fatto che più formazione significa più opportunità, più autonomia e  più libertà.