Def, le misure per la scuola

Il Consiglio dei ministri ha approvato la nota di aggiornamento al Def. Il governo sterilizzerà l’aumento dell’Iva,  prevede di ridurre le “spese fiscali” e i  “sussidi dannosi per l’ambiente” e di aumentare le “nuove imposte ambientali, che nel complesso aumenterebbero il gettito di circa lo 0,1 per cento del Pil” – equivale a 1,7-1,8 miliardi di euro.

Cosa si prevede per la scuola? “Nel comparto della scuola pubblica occorrono politiche dirette a limitare le classi troppo affollate e valorizzare, anche economicamente, il ruolo dei docenti, potenziare il piano nazionale per l’edilizia scolastica, garantire, con le Regioni, la gratuità degli asili nido e dei micro-nidi, ampliandone l’offerta soprattutto nel Mezzogiorno nonché quella del percorso scolastico per gli studenti provenienti da famiglie con redditi medio-bassi. Saranno contrastati infine la dispersione scolastica e il bullismo. Per garantire una maggior funzionalità e qualità del sistema nazionale di istruzione e formazione si rende opportuno ripensare i percorsi di formazione e abilitazione del personale docente. A tal fine verrà presentato alle Camere un disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica”.

Da rilevare anche che, per quanto riguarda l’edilizia scolastica, sono stati firmati nel mese di luglio gli accordi tra il MIUR e la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), la Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB) e la Cassa Depositi e Prestiti (CDP). In questo modo è arrivato lo stanziamento di 1,5 miliardi per interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento alle norme antisismiche, miglioramento dell’efficienza energetica e la costruzione di nuovi edifici scolastici. Queste risorse verranno erogato, tra il 2019 ed il 2033, da CDP a comuni, province e città metropolitane in forma di mutuo erogato da BEI e CEB.

Nel Def si fa anche riferimento ad alcuni provvedimenti che dovrebbe vedere la luce con il nuovo governo, si tratta di:

  1. una rivisitazione del sistema di formazione e abilitazione del personale docente;
  2. il riordino del modello di valutazione del sistema nazionale di istruzione e delle università;
  3. un bando per il concorso ordinario per i posti della scuola dell’infanzia e primaria.