Scuole italiane, oltre 1.500 hanno più di vent’anni

Come stanno le scuole italiane? L’accordo siglato tra il Miur, l’Agenzia spaziale italiana e il Consiglio nazionale delle ricerche prevede il monitoraggio di 40.160 edifici scolastici attivi, mentre altri 3.042 risultano inattivi (quelli che si trovano in queste condizioni a causa di una calamità sono 34).

Questi numeri relativi all’edilizia scolastica sono contenuti nel portale internet che il Miur ha creato su questo tema. Quando sono state costruite le scuole italiane? 582 istituti risalgono a prima del 1800, 944 sono stati costruiti tra il 1800 ed il 1920, 3.099 tra il 1921 ed il 1945, 11.969 nel periodo 1961-1975 e 15.439 (il 40%) dopo il 1976.

Com’era prevedebile, la situazione della sicurezza negli edifici scolastici italiani è tragica: oltre 21.000 scuole non hanno certificato di agibilità – 15.689 istituti sì. Da rilevare come non siano disponibili informazioni tu tanti edifici scolastici. Anche sul tema della prevenzione degli incendi bisogna rilevare che solo 9.824 edifici hanno una certificazione adeguata – mentre 23.799 istituti non ce l’hanno.

Non sono quindi una sorpresa le parole del ministro Fioramonti: “Al momento del mio insediamento, mi sono reso conto che la situazione degli edifici scolastici era precaria, per questo abbiamo pensato di accelerare la nuova anagrafe e un portale, per mandare un messaggio di trasparenza e di condivisione dei dati”.

E continua affermando che “ho convocato per questo l’Osservatorio dell’edilizia scolastica a cui partecipano da anni alcune realtà associative. Ci sembrava importante avere una base complessiva di oltre 40 mila edifici su cui iniziare un ragionamento per un monitoraggio millimetrico e costante”. L’obiettivo è quello di “migliorare la capacità di monitoraggio e avviare interventi tempestivi: vogliamo monitorare i movimenti millimetrici in modo che gli interventi possano essere puntuali e comunque prevenire danni a persone e cose”.

Questa la conclusione – ovvia – del ministro “Purtroppo, le condizioni di difficoltà e degrado sono ancora troppo diffuse e in alcuni contesti addirittura aggravate, con rischi potenziali per molte persone. Quello che serve è un raccordo più efficace tra l’amministrazione, il governo e coloro che sono responsabili delle infrastrutture scolastiche, ovvero gli enti locali, e fare in modo che si possa intervenire in maniera tempestiva”.

Sull’edilizia scolastica è intervenuta anche il viceministro all’Istruzione Anna Ascani – visto che ha la delega su questo tema: “Questo è un progetto nato qualche mese fa che noi ci troviamo ad ereditare e incrementare. Questa mappatura è diversa dal passato in termini di precisione; incrociando questi dati con altri che abbiamo avremo una Anagrafe dell’edilizia scolastica sempre più completa e leggibile: i dati disponibili sono tanti ma erano difficilmente leggibili dal cittadino”.

E ancora “L’obiettivo è mettere in rete tutte le informazioni sull’edificio scolastico con una operazione sinergica. Attiveremo una task force per assumerci le competenze degli enti locali inadempienti laddove gli interventi si blocchino. Presentiamo il tentativo di fare sinergia per essere sempre più efficaci negli interventi, vogliamo rendere sicuro e più bello e sostenibile il nostro patrimonio scolastico”.