Azzolina: “L’aula tradizionale si trasformi in laboratorio”

Il sottosegretario all’Istruzione Lucia Azzolina, nel corso della trasmissione Progress su Sky Tg 24 ha espresso pubblicamente un auspicio della testa del Miur: “Nella scuola italiana, che è una grande comunità scientifica, dobbiamo ricordarlo, ci sono molte innovazioni. Ora dobbiamo diffondere le buone pratiche. Passare dall’aula tradizionale all’aula laboratorio”.

L’esponente del M5S ha detto poi “che l’innovazione a scuola non si fa solo con la tecnologia, ma cambiando la didattica. La didattica innovativa è anche uno strumento molto potente per combattere la dispersione scolastica”. Bisogna rendere le aule un laboratorio grazie alla tecnologia. Il governo lavorerà “in questa direzione, coinvolgendo il mondo della scuola, i nostri istituti di ricerca, come l’Indire. Non si fanno riforme e non si fa innovazione senza sentire la scuola, stando chiusi al Miur”.

La Azzolina ha concluso dicendo che il Miur vuole “rimettere gli alunni al centro. Senza di loro non esiste la scuola. E questo lavoro va fatto con l’innovazione didattica”. Ottime intenzioni che si scontrano con la realtà: a livello di digitalizzazione siamo al 25° posto (su 28) in Unione Europea (l’unica nota positiva è la crescita della copertura della Fibra ottica).

Qualche mese fa, la Gilda degli Insegnanti aveva raccolto diverse testimonianze sulle carenze informatiche in diverse scuole, con i dirigenti che invitavano i docenti a portare i propri pc per metterli a disposizione degli alunni. Il problema principale non è tanto la mancanza di dispositivi, ma la loro obsolescenza – e le connessioni internet preistoriche.

Infine, c’è il problema della mancata formazione dei docenti a svolgere didattica innovativa: non si può costringere gli insegnanti ad aggiornarsi a proprie spese e nel tempo libero.