Gli studenti ritardatari, il record italiano

Secondo i dati che le scuole hanno fornito al Miur (con il loro rapporto di autovalutazione), negli istituti superiori, quasi ogni giorno, i docenti devono firmare una giustificazione per l’arrivo in ritardo di uno dei loro studenti. In media ogni alunno delle medie arriva a 3,4 ritardi all’anno. Una cifra che quasi raddoppia con il passaggio alle superiori: in media ogni studente registra 6,3 ritardi all’anno. Un valore che aumenta ancora per chi frequenta gli istituti tecnici (7,2 ritardi medi all’anno) e i professionali (8,1 ritardi in media all’anno).

Cosa significano questi dati? In una classe di 25 alunni si traducono in 160 ingressi posticipati su 200 giorni di scuola, e in 16 milioni di ore perse nelle scuole superiori. Sullo stesso tema aveva lavorato l’Invalsi qualche anno fa: aveva stimato che in media, in un mese di scuola, uno studente su tre era entrato almeno una volta alla seconda ora. Il dato medio nascondeva i record del Lazio uno studente su due, seguito dal 40% della Puglia.

I più puntuali sono gli studenti del Friuli-Venezia Giulia – solo il 15% di ritardi, seguiti da quelli piemontesi – 20%. C’è l’autonomia, e le scuole si stanno muovendo in ordine sparso, e così ci sono istituti come il liceo scientifico Pitagora di Selargius (Cagliari) che prevedono due euro di multa per gli studenti che non arrivano in orario. La maggioranza ha cercato di ovviare al problema con l’introduzione del badge. Entrambe le misure hanno funzionato in parte.

Secondo il pedagogista Raffaele Mantegazza “è un problema di questa generazione: i ragazzi faticano a capire che arrivare in orario è importante. Stando perennemente attaccati ai telefonini, vivono in un eterno presente: una diretta continua dove tutto è sempre disponibile”. Cosa fare? “Non credo alle sanzioni. È più utile far capire ai ragazzi che se programmano il tempo, fanno meno fatica. Prima, però, bisognerebbe trovare un’alternativa ai telefonini. Ormai neppure all’università riusciamo a far spegnere i cellulari”.