Fioramonti detta la rotta politica del MIUR

Reclutamento, sicurezza e innovazione, sostegno, autonomia, mobilità, finanziamenti europei. È un Fioramonti agguerrito quello che il 5 novembre ha parlato in audizione davanti alle commissioni Istruzione congiunte di Camera e Senato. Tanta la carne messa sul fuoco dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca che in questi giorni di febbrili rimaneggiamenti della legge di Bilancio sta puntando l’indice contro la scarsità delle risorse destinate al suo dicastero e sta puntando i piedi, rivendicando la paternità della sugar tax e l’eredità dei suoi proventi che deve tintinnare nelle casse di viale Trastevere. In attesa di sapere se le sue rimostranze sortiranno gli effetti desiderati, il titolare del Miur espone a chiare lettere le linee del suo mandato alla platea dei deputati e senatori delle settime commissioni parlamentari. Ecco cosa ha detto argomento per argomento.

RECLUTAMENTO – “È mia intenzione realizzare un sistema di reclutamento moderno passando alla definizione di procedure concorsuali fluide e ravvicinate nel tempo. Entro il 2019 è previsto un concorso straordinario per 24mila posti. Parallelamente il decreto scuola dà risposte ai non
abilitati, potranno partecipare al concorso, che è abilitante, i docenti con 3 anni di servizio sia nelle statali che nelle paritarie. La procedura straordinaria prevede un numero minore e diversa struttura delle prove”.

MENSA – “Per quanto riguarda il servizio mensa, è di competenza dei Comuni, ma serve uno sforzo che consenta di superare le differenze territoriali: stiamo per firmare un protocollo con Anci per l’attuazione di forme di prevenzione di ogni tipo di discriminazione con particolare
attenzione al servizio mensa: servono altre risorse per garantire uguaglianza di questi servizi su tutto il territorio nazionale”.

DIPLOMATI MAGISTRALE – “La questione dei diplomati magistrali ha trovato soluzione con il concorso ordinario ormai espletato, ma il Miur è aperto ad altre soluzioni che auspico potranno arrivare dal Parlamento”.

AUTONOMIA – “L’autonomia scolastica va rafforzata, è uno dei punti del mio dicastero”.

MOBILITÀ – “La mobilità prevista dalla legge 107, la Buona Scuola del governo Renzi, che ha portato tanti insegnanti a lavorare lontani dalle loro famiglie e dal loro territorio d’origine, è materia di contrattazione integrativa, ma il problema richiede una soluzione: voglio trovarla anche in vista del prossimo incontro con le parti sociali”.

SICUREZZA E INNOVAZIONE – “Sicurezza innovazione e sostenibilità sono i pilastri fondanti della mia azione di ministro. La sicurezza è la chiave da cui partire: non c’è innovazione se non ci sono sicurezza e accoglienza. Occorre aumentare la quota dei Fondi europei dedicati a formazione e ricerca”.

SOSTEGNO – “È necessario intervenire con soluzioni concrete e lavorare per cercare di garantire fin dall’avvio dell’anno scolastico il docente di sostegno per tutti gli alunni con disabilità. A questo riguardo la prima soluzione che vogliamo mettere in campo, avviandola con una interlocuzione con il Mef, è la stabilizzazione di una quota considerevole dei posti di sostegno da realizzare attraverso un allargamento dei posti in organico di diritto e riducendo in ugual misura quelli in organico di fatto. Stiamo anche predisponendo una misura che consenta una prima formazione sui temi dell’inclusione già durante l’anno in corso rivolta a tutti i docenti”.