Edilizia scolastica, per metterla in sicurezza ci vorrebbero 200 miliardi

La Fondazione Giovanni Agnelli ha presentato in questi giorni il Rapporto sull’edilizia scolastica sulle 40.000 scuole italiane. L’età media è di 52 anni e nel 2/3 dei casi sono stati costruiti più di 40 anni fa, e come potete immaginare sono piene di carenze: solo il 38% ha i doppi vetri, il 12% l’isolamento delle pareti esterne, mentre i pannelli solari sono montati su poco più di un quarto delle strutture. Poca roba se paragonati ai 3.110 edifici che hanno rilevanti problemi strutturali, mentre altri 9.200 edifici presentano solo fattori di disturbo e di insicurezza – come il mancato abbattimento delle barriere architettoniche. In definitiva “Il patrimonio edilizio e scolastico è inadeguato perché obsoleto” e questo vale sia sulla sicurezza, che per quanto riguarda la sostenibilità ambientale e la didattica.

Secondo la fondazione Agnelli bisogna considerare che al quadro negativo bisogna aggiungere il fatto che gli spazi scolastici sono stati in gran parte pensati per una didattica tradizionale, che ora penalizzerebbe innovazioni e metodi didattici diversi dalla lezione frontale…

E allora cosa fare? Per la fondazione Agnelli, è inutile pensare a nuove costruzioni, anche perché nei prossimi dieci anni la popolazione nelle classi dovrebbe perdere 1,1 milioni di studenti. Nei prossimi anni si dovrebbe intervenire sl patrimonio scolastico esistente. Con quali costi? La stima è di 200 miliardi di euro – ovviamente da suddividere in un più anni.

Il calcolo è stato determinato partendo dagli interventi già effettuati dalla Fondazione, insieme alla Compagnia di San Paolo, a Torino, nelle scuole medie Enrico Fermi e Giovanni Pascoli: gli interventi per rendere gli spazi funzionali a modi diversi di fare didattica, più quelli strutturali e di efficientamento energetico hanno determinato un costo complessivo pari a circa 1.350 euro a metro quadro (Iva esclusa). Moltiplicando questa cifra per i 150 milioni di metri quadrati (la superficie complessiva stimata dei 40.000 edifici scolastici), si ottengono i 200 miliardi di euro di cui sopra.

Questa cifra corrisponde a circa l’11% del Pil italiano ed è circa tre volte la spesa complessiva per l’istruzione. Si tratta senza dubbio di “investimento imponente” – spiega il direttore della Fondazione Andrea Gavosto – “che non può che essere realizzato in molti anni. Ma proprio per questo è importante che l’ambizioso programma di riqualificazione delle scuole italiane venga programmato sin da adesso e perseguito senza incertezze e cambiamenti di rotta nei prossimi decenni”. Tra i benefici ci sarebbero anche una significativa riduzione nei consumi delle scuole: quelli elettrici potrebbe ridursi addirittura del 50%…