Ocse-Pisa 2018, gli studenti italiani non sanno più leggere

L’ultima indagine Ocse-Pisa – ha esaminato 600.000 studenti di 79 paesi – mette in evidenza alcune situazioni inaspettate. Ad esempio che gli studenti italiani sono in linea con la media Ocse in matematica – 487 punti contro la media Ocse di 489 -, mentre per quanto riguarda la lettura i risultati sono peggiori – 476 punti contro una media di 487 -, e va ancora peggio nelle scienze: 468 punti contro una media per i paesi osservati di 489 (con risultati sempre peggiori con il passare degli anni).

Gli aridi numeri spiegano fino ad un certo punto le difficoltà degli studenti. Meglio usare degli esempi come i seguenti: solo un quindicenne italiano su venti è in grado di distinguere tra fatti e opinioni quando leggono un testo (contro una media Ocse di uno su dieci), e uno studente su quattro ha difficoltà con gli aspetti di base della lettura (ciò significa che ad esempio non sanno identificare l’idea principale di un testo di media lunghezza).

Questo problema era già noto da tempo – era emerso anche nell’ultimo rapporto dell’Invalsi. E negli ultimi dieci anni i risultati sono peggiorati. L’Italia è a livello di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele. Al vertice le province cinesi di Beijing, Shanghai, Jiangsu, Zhejiang e Singapore. Da rilevare che c’è un divario tra Nord e Sud per quanto riguarda le capacità di lettura: gli studenti del Nord ottengono i risultati migliori, al di sopra della media Ocse (Nord Ovest 498 punti e Nord Est 501), distaccando decisamente i loro coetanei del Sud (453 punti) e delle isole (439 punti).

C’è da rilevare anche le distanze tra tipologie di scuola. I risultati migliori vengono raggiunti dai liceali (521 punti), seguiti dagli studenti degli Istituti tecnici (458 punti), dei professionali (395) e della formazione professionale (404). Si rischia di dividere il paese tra istituti di serie A e quelli di serie B o peggio: per capirlo basta citare un dato c’è una varianza di risultati tra scuole italiane del 43% – contro una media Ocse del 29%.