Messa di Natale, come si dovrebbe comportare una scuola?

La storia è questa: la Preside dell’Istituto Comprensivo Agrigento Centro, Anna Gangarossa ha annullato il previsto – c’era stata pure una circolare il 16 dicembre –  scambio di auguri e messaggi di pace previsto all’interno della Basilica dell’Immacolata. La sua scelta ha scatenato una polemica che è partita dalle chat di WhatsApp dei genitori ed è continuata con l’intervento dei politici.

Vi citiamo a titolo di esempio solo l’intervento fatto dall’onorevole Rossano Sasso – ovviamente della Lega: “Qui non si tratta semplicemente di essere cattolici o meno, ma è in gioco la nostra identità, le nostre tradizioni, la sottomissione alla volontà di pochi che non accettano alcuna integrazione, ma fanno dell’imposizione della propria volontà la regola. Per fortuna degli Italiani questo governo ha i giorni contati, una volta ripresa la guida del Paese sapremo come fare rispettare la libertà”.

Cosa dire? Prendiamo a prestito le parole della professoressa Chiara Di Prima, presidente – credo siciliana – dell’UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori), dirigente scolastica temporaneamente distaccata presso il Ministero dell’Istruzione: è “inopportuno celebrare atti di culto in orario curricolare”,

La decisione della Dirigente è legittima e “si fonda su un’ampia giurisprudenza, arricchita anche da due chiare ed esplicite Ordinanze del Consiglio di Stato (391 e 392 del 23 marzo 1993), nonché dalla Sentenza della Corte Costituzionale n.334/1996 e da Circolari del Miur”. Cosa dicono? Che ogni attività di culto deve essere consentita solamente in orario extrascolastico, altrimenti si potrebbe configurare come interruzione di pubblico servizio.

Non c’è stato nessun attacco alla fede cattolica ma solo al buonsenso.