La lettera della preside che ha annullato la messa di Natale

Il 24 vi abbiamo scritto della storia della Dirigente che ha annullato la messa di Natale. Oggi ritorniamo sull’argomento per la lettera che Anna Gangarossa ha scritto per raccontare la sua versione. “E’ con grande rammarico che apprendo che la decisione sofferta di annullare la messa natalizia sia diventata un fatto di cronaca nazionale e, soprattutto, sia stata strumentalizzata per ideologie politiche”.

La lettera è anche l’occasione per notare “quante false verità in questo momento ruotino attorno alla vicenda”. L’istituto che dirige “è la scuola storica della città che accoglie ogni giorno circa 1000 alunni. Un’utenza eterogenea e molto vicina alla policy della scuola. La partecipazione a celebrazioni religiose è stata sospesa da anni in quanto non gradita da una minoranza della popolazione scolastica. Lo scorso anno mi sono insediata in questo istituto e, accogliendo la volontà della stragrande maggioranza della popolazione, ho aperto nuovamente le porte alle tradizioni religiose cristiane”.

Una decisione presa dopo che “in seno al Consiglio di Istituto, direttamente coinvolto nelle decisioni organizzative della scuola, abbiamo prontamente discusso di quanto stabilito all’Art. 311 ‘Diritti delle altre confessioni religiose diverse dalla cattolica’ del Decreto Legislativo 16 aprile 1994, n. 297 – Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado (s.o. G.U. n.115 del 19/5/1994). Abbiamo letto delle sentenze del Tar che annullano le delibere del consiglio di istituto, che avevano autorizzato lo svolgimento di cerimonie religiose in orario scolastico”.

Secondo il dirigente “La scuola ha sempre operato prestando la massima attenzione al volere di tutti i bambini, cercando di garantire il dovuto rispetto alle scelte di ciascuno. È stata accolta la volontà, ove possibile, di far vivere alla maggior parte degli alunni momenti di religiosità all’interno della Basilica di Agrigento, come, ad esempio, è avvenuto lo scorso 4 ottobre in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico, senza urtare mai la sensibilità della minoranza, per la quale sono state sempre organizzate attività laboratoriali e uscite sul territorio, come alternativa alla Religione Cattolica”.

Cosa è successo? “I giorni 17, 18 e 19 dicembre la scuola ha aperto le porte al territorio fino alle ore 19:00, con allestimento di laboratori creativi, culinari, di antichi mestieri, con angoli dedicati alla Natività, ai santini, alle novene, ai cori natalizi, formati da alunni, genitori e docenti, angoli che raffiguravano per i credenti i presepi viventi e per i non credenti ‘Mostra di cibi e tradizioni culinarie'”.

La dirigente ha “autorizzato in prossimità del Natale la celebrazione in chiesa della messa e contemporaneamente la visita al palazzo dei Filippini della città, per visitare strumenti musicali del mondo, in modo da garantire a tutti gli alunni come trascorrere un’ora della giornata, insieme ai loro docenti e al personale scolastico. Questo non è bastato ad acquietare gli animi di alcuni genitori, che attaccano la scuola di essere discriminatoria e di non accogliere la volontà della minoranza”.

Per questo “ho ritenuto giusto e corretto per la scuola laica e pluralista di dover annullare la messa per il giorno fissato, proponendo che venisse spostata al sabato successivo, giorno di chiusura, garantendo tuttavia la presenza del dirigente e del personale scolastico. Purtroppo questa proposta non è stata accolta e così abbiamo mantenuto tutte le attività programmate a scuola, recite, canti e scambi di auguri ad eccezione della celebrazione in chiesa”.

Finale ovvio. “Mi dispiace adesso apprendere che, mentre le mie richieste di aiuto per difendere la scuola da problemi strutturali e di sicurezza siano rimasti praticamente inascoltati, tanto che risale a pochissimi giorni or sono l’interdizione dell’ingresso principale in uno dei plessi scolastici, sia bastato questo fatto per far puntare i riflettori su una scuola che sento di dover difendere per l’alto valore etico, morale, professionale che caratterizza quotidianamente il personale tutto”.