Le offese a Pertini e le fake news storiche

La storia la conoscete già (probabilmente): Filippo Frugoli, 21enne consigliere comunale leghista di Massa e responsabile provinciale dei giovani leghisti offende in un post su Facebook l’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Post che viene cancellato dallo stesso autore dopo un ventina di minuti, e a cui segue, qualche ora dopo, un messaggio di scuse imbarazzante quasi quanto l’attacco a Pertini, perché ammette solo in parte di aver scritto un cumulo di sciocchezze. Probabilmente ripreso da altri esponenti del suo partito – tutta la lega regionale si è dissociata dai giudizi del 21enne – il giovine leghista ha poi corretto il tiro, annunciando che avrebbe devoluto lo stipendio – credo da consigliere comunale – del mese di gennaio alla fondazione Pertini di Firenze, e chiesto scusa alla cittadinanza durante la seduta del consiglio comunale di Massa in programma domani.

Perché racconto questa storia? Perché tanti altri post/articoli in rete continuano a raccontare fake news su Pertini, e nessuno ha chiesto scusa per quello che ha scritto. Basta fare una semplice ricerca su Google relativa all’attrice Luisa Ferida per leggere che l’attrice – per di più in dolce attesa – sarebbe stata ammazzata su ordine dell’ex-presidente della Repubblica. Classica bufala ripetuta da giornali e blog di destra. E sulla rete manca – purtroppo – il punto di vista di chi la storia la considera un po’ più seriamente.

C’è poi da aggiungere che il post dell’esponente leghista nasce dalla lettura di questo articolo di Marcello Veneziani apparso sul Tempo. Per darvi un’idea del pezzo mi bastano due citazioni:

  1. “Pertini partecipò poi commosso al funerale del presidente jugoslavo Tito (1980), il primo responsabile delle foibe, baciando quella bandiera che destava terribili ricordi negli esuli istriani, giuliani e dalmati” (in realtà non ci nessun bacio, Pertini andò ai funerali di stato perché era il presidente della Repubblica insieme a tanti altri rappresentanti della politica internazionale);
  2. fa riferimento anche a “responsabilità di Pertini nella strage di via Rasella a Roma”, quando in realtà lo stesso ex-presidente ha spiegato che “l’azione di via Rasella fu fatta dai Gap comunisti. Naturalmente io non ne ero al corrente. (…) Fui d’accordo, a posteriori, con la decisione che era partita da Giorgio Amendola”.

L’insegnamento della storia, davanti a tutte queste falsificazioni, diventa ancora più importante.