TODOS CABALLEROS

Il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato il Decreto sulla fine dell’anno scolastico. Gran parte del contenuto era già noto e addirittura alcune testate web ne avevano bozze semiufficiali frutto delle solite gole profonde del Ministero dell’Istruzione.

Prendiamo atto che si è scelta la strada più facile visto che il grande oggetto di interesse per  i media era e resta quello degli Esami di Stato, soprattutto dell’esame di maturità, e delle valutazioni finali delle classi intermedie. Si è tranquillamente deciso che nelle classi intermedie tutti saranno promossi con valutazioni finali che saranno a base del percorso scolastico del prossimo anno. Tutti felici. Felici anche gli studenti che dovranno affrontare l’Esame di Stato della secondaria che diventerà light o ultralight. Tradotto: tranquilli. Tutti promossi.

Passano così in second’ordine lo slittamento delle graduatorie al 2020-21 e la confusione che si provocherà sui promessi concorsi straordinari e ordinari. Il prossimo anno scolastico salirà in cattedra un numero ancor più consistente di precari molti dei quali privi di abilitazione. Si dà inoltre per scontato che i docenti siano obbligati, non più invitati, a svolgere la didattica a distanza con mezzi a propria disposizione (leggasi con propri computer e abbonamenti ad internet). Con che modalità si faccia questa didattica è cosa misteriosa e lasciata a note, inviti, analisi o demandata alla mitica “autonomia scolastica”. In quante ore di lavoro diretto la DAD si debba concretizzare è un mistero con il rischio che alcuni dirigenti obblighino i docenti a fare 18 ore o 24 ore di “lezione “ on line” senza rendersi conto che la DAD è cosa diversa. Pensiamo poi alle allieve agli allievi che dovrebbero rimanere incollati di fronte al computer per 4-5-6 ore al giorno. Pazzie! Crede qualcuno che la certezza della promozione motivi i discenti a seguire ancora lezioni on line organizzate su orari pesantissimi e inefficaci ?

Aspettiamo con ansia le prossime mosse della Ministra. Troppe cose sono incerte e confuse. Come si fanno i collegi dei docenti, i consigli di classe on line , gli scrutini? Con quali criteri ci si dovrà attenere per la valutazione di fronte ad un 20% di allieve e allievi impossibilitati a utilizzare la DAD e perciò certificabili come non presenti? Quando inizieranno le lezioni il prossimo anno scolastico? Il primo di settembre? Ma come si fa se gli organici saranno pronti forse dopo il 15 settembre? Troppa carne al fuoco. La sensazione è che il MI si muova nella nebbia senza aver chiari gli scenari che si dovranno affrontare concretamente nelle scuola. Resta scandaloso in ogni caso che si continui a metter mano ai diritti dei lavoratori e allo status giuridico dei docenti senza un coinvolgimento delle organizzazione sindacali e delle associazioni professionali. L’emergenza non può essere l’alibi per azzerare la democrazia partecipativa nella scuola italiana che dovrebbe essere considerata “comunità educante”.