PROSSIMO ANNO SCOLASTICO E CLASSI POLLAIO

Il probabile ritorno a settembre a scuola apre scenari inquietanti circa la possibilità di una ripresa normale delle lezioni. L’ultima nota del MI sugli organici e la conseguente formazione delle classi ripropone modalità e numeri in linea con il passato.

Nella secondaria di secondo grado ad esempio “Le classi prime di sezioni staccate e scuole coordinate, funzionanti con un solo corso, sono costituite con un numero di alunni di norma non inferiore a 25. È consentita la costituzione di classi iniziali articolate in gruppi di diversi indirizzi di studio, purché tali classi siano formate con un numero di alunni complessivamente non inferiore a 27 e il gruppo di minore consistenza consti di almeno 12 alunni”….” Le classi intermedie sono costituite in numero pari a quello delle classi di provenienza degli alunni, purché il numero medio di alunni per classe non sia inferiore a 22”.

In queste condizioni parlare di necessario e opportuno distanziamento per evitare il contagio è semplicemente folle. I nostri Istituti scolastici non sono in grado da tempo di adempiere alla normativa prevista per il rapporto allievi-metri quadrati e cubi per classe. Il tema delle “classi pollaio” è dibattuto da decenni senza alcuna soluzione. Le proposte di legge per la diminuzione degli allievi per classe (portate avanti ultimamente dal M5S) sono ancora bloccate in parlamento e si scontrano con i limiti di bilancio per la definizione degli organici. E’ evidente che dal primo settembre non ci saranno probabilmente le condizioni per un normale ritorno in aule e locali non adeguati nella possibile ipotesi di un protrarsi dell’epidemia COVID 19 o di nuovi focolai di ritorno ( si veda l’attuale situazione della Cina).

Il pericolo è che , in mancanza di ampie risorse per l’aumento degli organici dei docenti, si spinga per un ulteriore utilizzo della Dad, utilizzo anche parziale per evitare che contemporaneamente troppi allievi siano costretti a restare per ore in situazioni che non consentirebbero il necessario distanziamento. Il rischio è che la DaD diventi progressivamente ordinamentale con la funzione di contenere l’organico con particolare riferimento alla scuola secondaria di secondo grado, mentre le l’infanzia e la primaria è più difficile organizzare una didattica completamente o parzialmente a distanza essendo la scuola anche funzione sociale di ausilio alle famiglie che lavorano.

Prepariamoci a probabili genialate per l’inizio del prossimo anno scolastico. Invitiamo i colleghi e le colleghe ad esprimere proposte e considerazioni su tali problemi che potranno intervenire anche pesantemente sul ruolo e la funzione dei docenti. In questa fase forse bisognerebbe uscire da atteggiamenti meramente difensivi o autocommiseranti per proporre con coraggio una scuola che salvaguardi la centralità della relazione educativa con i docenti come attori fondamentali.