A scuola di inclusione: “Disabilità, nessuno resti indietro”

di Ilaria Venturi su “Repubblica”

Sono gli esclusi, quelli a cui la didattica a distanza non è arrivata: non riescono a stare semplicemente davanti a un computer, hanno bisogno di un sostegno. Per non perdere gli alunni disabili, che la chiusura delle scuole ha reso invisibili insieme alle loro famiglie, è nato il progetto “Oltre le distanze”: un corso per docenti, aperto a tutti e gratuito, proprio per capire come fare, a distanza, con bambini e ragazzi con disabilità e disturbi dell’apprendimento. Nove “webinar”, a partire da oggi alle 16, con esperti di inclusione, e 45 workshop (su iscrizione) dove si potrà entrare nei dettagli a piccoli gruppi, ragionare, per esempio, sul materiale didattico per la primaria. Un’iniziativa della Fondazione Agnelli con Gedi visual e Google, in collaborazione con le università di Bolzano, Trento e Lumsa.

Si è partiti dall’ascolto degli insegnanti di sostegno attraverso un questionario online a cui hanno risposto in 3.200. Dalle loro testimonianze emerge che, nonostante gli sforzi delle scuole, la didattica a distanza lascia indietro almeno un alunno con disabilità su quattro. La maggioranza si è sentita sola nel farsi carico dell’emergenza e ritiene che i propri alunni stiano peggiorando nel comportamento, nell’autonomia e nell’apprendimento. Gli effetti negativi del lockdown. «Il Covid 19 è il grande pettine che fa saltar fuori tutti i nodi dell’inclusione — sintetizza Dario Ianes, docente di pedagogia e didattica dell’inclusione all’ateneo di Bolzano, uno degli ideatori del progetto.

«Ci dobbiamo rimboccare le maniche per pensare a processi di inclusione a distanza per questi studenti, non possiamo perderli — incalza Paola Venuti, docente di Psicopatologia clinica all’università di Trento — Dobbiamo adeguare la didattica con accorgimenti tecnici rispetto alle loro esigenze. Qualche esempio? Distanziare bene i caratteri, usare le immagini per chi ha competenze visive maggiori. Poi va mantenuta la cooperazione con i compagni, che invece è saltata, e vanno aiutate le famiglie a lavorare sull’autonomia dei ragazzi». Gli incontri vengono trasmessi, e rimarranno disponibili online, sui canali Gedi (Repubblica Tv, video La Stampa). Uno strumento di formazione e informazione per non interrompere il filo coi più fragili.