Con la Dad persi 23 mila studenti rimasti a casa senza lezioni

di Angela Iuliano

da ItaliaOggi

Con la didattica a distanza meno inclusione scolastica per gli studenti disabili. Oltre il 23%, cioè circa 70 mila alunni, non ha preso parte alle lezioni, mentre 1 scuola su 4 è carente di postazioni informatiche per gli allievi con disabilità. Eppure, gli studenti disabili che frequentano le scuole italiane aumentano: +13 mila ragazzi lo scorso anno scolastico, pari a +3,5%. Mentre gli alunni con bisogni educativi speciali (Bes) segnano addirittura un +60 mila studenti. È quanto emerge dal report dell’Istat «L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità a.s. 2019-2020», appena pubblicato (www.istat.it), che registra anche la crescita del numero di docenti di sostegno, poco più di 176 mila, con un rapporto alunno-insegnate a 1,7 migliore delle previsioni di legge (2). Ma con il 37% senza una formazione specifica.

Se «le politiche di inclusione negli anni favorito un progressivo aumento della partecipazione scolastica», spiega l’Istat, coinvolgendo quasi 300.00 alunni disabili, «con la didattica a distanza» (Dad) a causa dell’emergenza covid-19 «i livelli di partecipazione sono diminuiti sensibilmente, tra aprile e giugno 2020»: oltre il 23% degli studenti con disabilità non ha preso parte alle lezioni, quota che cresce nel Mezzogiorno dove si attesta al 29%.

I motivi per l’Istat sono la gravità della patologia (27%), la mancanza di collaborazione dei familiari (20%) e il disagio socio-economico (17%). Per una quota meno consistente, ma non trascurabile, l’esclusione è dovuta alla difficoltà nell’adattare il Piano educativo per l’inclusione alla Dad (6%), alla mancanza di strumenti tecnologici (6%) e, per una parte residuale, alla mancanza di ausili didattici specifici (3%).

«Le difficoltà di carattere tecnico e organizzativo, unite alla carenza di strumenti e di supporto adeguati e alle difficoltà d’interazione hanno reso, quindi, la partecipazione alla Dad più difficile per i ragazzi con disabilità, soprattutto in presenza di gravi patologie, o se appartenenti a contesti con un elevato disagio socio-economico». Poco diffusa la formazione in tecnologie educative per il sostegno: nel 61% delle scuole soltanto alcuni docenti hanno frequentato corsi e in meno del 60% tutti gli insegnanti le utilizzano.

Del resto, circa 1 scuola su 4 è carente di postazioni informatiche adattate agli alunni disabili. E, se le hanno, solo il 42% le ha collocate in classe, contro il 58% nelle aule specifiche per il sostegno e nei laboratori informatici dedicati. «Ciò può essere un ostacolo all’utilizzo quotidiano dello strumento come facilitatore per la didattica in classe», sottolinea l’Istat. Infine, il 28% delle scuole con postazioni in classe dichiara che sono insufficienti.