Libri da leggere: Vita e destino di Vasilij Grossman

Nelle intenzioni del suo autore avrebbe dovuto essere il “Guerra e pace” del Ventesimo secolo. Come racconta lo stesso Grossman in una lettera ad un amico del 1960: “Ho appena terminato un grande romanzo a cui ho lavorato per quasi dieci anni”.

 

Una storia tribolata

Ad ottobre dello stesso anno invia il manoscritto di “Vita e destino” alla rivista sovietica “Bandiera”. Il caporedattore, dopo aver letto il testo, informa subito i funzionari politici e blocca la pubblicazione del romanzo. Il 14 febbraio del 1961 il KGB fa irruzione nell’appartamento di Grossman e sequestra non solo il manoscritto, ma anche tutto il materiale legato al romanzo: dalle carte carbone agli appunti, e persino i nastri delle macchine da scrivere.

Vasilij Grossman muore a 59 anni nel 1964. Ha vissuto i suoi ultimi anni come un reietto, con il KGB che spia tutte le sue mosse. “Vita e destino” verrà pubblicato per la prima volta solo nel 1980. E’ stato possibile solo perché Grossman aveva fatto più copie del manoscritto, ed era riuscito a darne due copie ad amici che le avevano prima nascoste ed erano poi riusciti a farli prevenire clandestinamente a Losanna – in forma di microfilm.

 

Un libro che non si può riassumere in poche righe

Come definire “Vita e destino”? L’unico modo in cui mi sembra possibile definirlo è il seguente: sterminato affresco storico che ruota attorno alla battaglia di Stalingrado e che rappresenta una spietata critica del regime totalitario sovietico. Tanti fili narrativi, tante storie che sono impossibili da riassumere in poche righe.

 

La storia della sua diffusione

“Vita e destino” ha avuto sempre una fortuna letteraria circoscritta. In Italia è stato pubblicato per la prima volta da JacaBook nel 1983. Ha iniziato ad avere una maggiore circolazione quando è diventato un titolo Adelphi. Da ricordare anche la sua versione audiolibro – letta da Tommaso Ragno.