QAnon, l’onda in Italia (seconda parte)

di Gruppo di lavoro Patria su neofascismo e web
da Patria indipendente
La prima parte del lungo post la trovate <a href="http://di Gruppo di lavoro Patria su neofascismo e web da Patria indipendente“>qui.

QAnon e genere
Per 203 dei 254 account è stato possibile assegnare un genere, tramite il nome o la foto del profilo.
79 di questi sono femminili, ovvero il 38.9%, ma se ci limitiamo a guardare le prime 20 posizioni della classifica appena vista dei 15 account a cui abbiamo assegnato un genere ben 9 sono femminili. In un ambiente dove, come vedremo fra breve, dominano temi politici della destra e dell’estrema destra questo è un fatto inatteso.
Se confrontiamo questo dato con l’utilizzo di Twitter per genere in Italia, con il 38.7% di utenti che si identificano come donne (report di gennaio 2020 di Hootsuite), si può dedurre una partecipazione paritaria in termini generali a QAnon. E questo sebbene le ricerche su questo tema convergano nell’osservare come gli uomini siano più propensi delle donne a sostenere teorie del complotto a tema medico o politico.
Aggiungiamo che il gruppo Facebook prima menzionato, Q PARMA SOSTIENE IL CAMBIAMENTO, è gestito da tre donne.
La maggiore presenza femminile che osserviamo fra gli account italiani più rilevanti è particolarmente interessante e forse suggerisce un’adesione più intensa, o comunque più a viso aperto, rispetto a quella maschile. Questo è in accordo con quanto ha osservato la BBC, notando come alle manifestazioni londinesi la presenza femminile fosse nutrita e non di rado fossero quasi completamente popolate di giovani donne le prime file dei raduni.
In parte le motivazioni di questo attivismo femminile potrebbe essere il risultato di alcune strategie “soft” usate dai QAnon americani che, smorzando la narrazione più estrema e spostandola su una generica lotta alla pedofilia per schivare la chiusura dei propri account sui social network, siano riuscite a raggiungere un pubblico diverso dal consueto mondo dell’alt-right.
In particolare lo scippo dell’hashtag #SaveTheChildren alla nota organizzazione internazionale che si occupa dell’infanzia in situazioni di crisi ha generato ambiguità e confusione.
Ovviamente questa operazione danneggia le vere organizzazioni che si occupano di violenza e traffico di minori, obbligandole a usare le proprie risorse per difendersi dal profluvio di falsi allarmi.
Crediamo che però le dinamiche esatte della forte partecipazione femminile siano ancora da indagare con cura.

Interessi e temi politici del QAnon italiano
È interessante vedere quali account Twitter non associati alla bolla italiana di QAnon vengano seguiti dai 254 che abbiamo incluso nella nostra ricerca. In particolare vedremo quelli di personaggi pubblici del nostro Paese.
Ricordiamo che l’atto del “following” non è automaticamente indice di approvazione, ma certamente lo è di interesse.
Naturalmente i più seguiti sono l’account privato e quello istituzionale di Donald Trump, al terzo posto e subito prima di Matteo Salvini (178 dei 254 lo seguono) compare Alessandro Meluzzi (179). Meluzzi, psichiatra, massone, parlamentare di Forza Italia, Udeur e Verdi, poi diacono cattolico, poi ancora primate per un ramo non riconosciuto della chiesa ortodossa e al centro di una complicata vicenda di scomuniche. Noto personaggio televisivo, è stato fra i primi che in Italia ha dato credito alle teorie di QAnon, di recente si è esibito in un fotomontaggio del cancello di Auschwitz a tema Covid-19. Meluzzi ha anche ribadito recentemente in un convegno organizzato da Sergio Berlato, europarlamentare per Fratelli d’Italia, che la “psico-info-pandemia”, generata da una grande azienda farmaceutica, sia lo strumento per ottenere un “grande reset” dell’economia mondiale che “consentirà ad un gruppo elitario di una decina di famiglie di governare il mondo” attraverso la distruzione programmata del ceto medio.
Segue poi Giulio Occhionero (seguito da 163) ingegnere salito agli onori della cronaca per l’accusa di essersi impossessato illegalmente di milioni di messaggi di posta elettronica di Camera, Senato e vari protagonisti della politica e dell’economia. Trasferitosi negli Emirati Arabi twitta alacremente sulle elezioni statunitensi.
Passando dal deputato della Lega Claudio Borghi e dal deputato del gruppo misto Vittorio Sgarbi si incontra il giornalista Cesare Sacchetti. Sacchetti, dopo brevi collaborazioni con Il Fatto Quotidiano e Il Giornale adesso si dedica ad originali teorie su disparati argomenti e alla “vittoria” di Trump alle recenti presidenziali USA.
Successivamente incontriamo Daniele Capezzone, che dopo una variegata attività politica adesso è giornalista de La Verità. Sia lui che il giornale sono seguiti da 136 dei 254 qanonisti italiani.
Sempre in merito all’informazione troviamo Byoblu, il canale mediatico di “verità alternative” di Claudio Messora, e RadioSavana, l’account noto per diffondere odio e menzogne contro i migranti.
Volendoci fermare agli account che riscuotono l’interesse di almeno la metà della bolla QAnon italiana troviamo la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni (131 follower), i giornalisti Nicola Porro e Mariagiovanna Maglie ed infine il senatore della Lega Alberto Bagnai.
Dalla lista che abbiamo scorso è evidente un forte interesse politico verso la destra sovranista, più la Lega che Fratelli d’Italia.
Poco oltre nella classifica si incontra l’estrema destra con Francesca Totolo, che scrive per la rivista di CasaPound soprattutto a tema migranti, e lo stesso Simone di Stefano, che di CasaPound è uno dei leader.
Compare anche Forza Nuova, ma molto più in basso nella classifica, e questo nonostante la recente accentuata deriva complottista, segno sia della generale situazione di debolezza che coinvolge attualmente le varie formazioni dell’estrema destra neofascista ma in particolare di quella di Roberto Fiore. Ugualmente marginale la presenza di gruppi come il Movimento Sociale Italiano, il Movimento Sociale Fiamma Tricolore ed altri.
Non abbiamo trovato adesioni dirette a QAnon nelle formazioni dell’estrema destra italiana e le volte che il Primato Nazionale se ne è occupato lo ha fatto con un certo distacco. Con ogni probabilità quello che attrae della Lega – e di CasaPound – è il forte ed esplicito sostegno a Donald Trump e la critica con toni accesi alle misure sanitarie prese per contrastare il contagio da Covid-19. Meloni, che sulle elezioni americane ha mantenuto un atteggiamento meno urlato, non suscita lo stesso entusiasmo fra i QAnon.
I tweet della bolla QAnon italiana sono in questi ultimi tempi ingombri di due argomenti: le elezioni presidenziali statunitensi e l’epidemia di Covid-19. A proposito di questo secondo tema è da notare come fra i medici che imperversano su tutti i canali mediatici quello che riscuote di gran lunga il maggior interesse è il professor Giulio Tarro. Medico noto per numerose controversie è divenuto il punto di riferimento dei più critici verso l’uso delle mascherine ed il fautore della strategia dell’immunità di gregge, in opposizione alle conclusioni più ampiamente condivise nella comunità scientifica.

Salvini, l’arcivescovo Viganò e Radio Maria
Matteo Salvini però si è davvero ritrovato a confrontarsi faccia a faccia con dei seguaci di QAnon.
A Bari il 30 agosto l’hanno intercettato, salutandolo e ringraziandolo per poi chiedergli se credeva a Q: lui ha risposto affermativamente. In realtà la visione del video fa sospettare che Salvini, svicolando rapidamente fra i fan, abbia molto semplicemente voluto accontentare l’interlocutore, magari neppure comprendendo cosa gli si chiedesse. Ma questo per i QAnon non ha alcuna importanza, anzi sarebbe nient’altro che una conferma, un atteggiamento di prudenza dovuto alla segretezza dell’argomento, confermato dagli innumerevoli –quanto improbabili – “segni” che Salvini invierebbe loro nascosti nei suoi consueti post con cappellini delle forze dell’ordine o con i caffè mattutini.
La fascinazione dei QAnon verso Matteo Salvini non si basa su messaggi nascosti alquanto improbabili, questi anzi sono solo una conseguenza e non la causa. La causa è ovviamente qualcosa di molto più tangibile, ovvero le posizioni politiche espresse nel tempo dalla Lega. Per primo la vicinanza politica e il vero e proprio “tifo” per Trump, ma anche le posizioni altalenanti – che in alcuni momenti sono state di netta avversità – sull’Unione Europea e sulle pratiche di prudenza contro il contagio da coronavirus. Salvini inoltre ha più volte ceduto a tentazioni complottiste, come quando si allineò a quella del Piano Kalergi. Così come ha fatto Trump anche Salvini non ha esitato ad attingere all’irrazionalità più estrema nel caso gli sia stato politicamente utile.
Chi senza mezzi termini parla di “quest’ora in cui il destino del mondo intero è minacciato da una cospirazione globale contro Dio e l’umanità” è l’arcivescovo Carlo Maria Viganò. In una lettera a Trump datata 25 ottobre l’ex nunzio apostolico degli Stati Uniti d’America, parlando della situazione sanitaria determinata dal corona virus, dice “Signor Presidente, lei ha chiaramente affermato di voler difendere la nazione: una nazione sotto Dio, libertà fondamentali e valori non negoziabili che oggi vengono negati e combattuti. Sei tu, caro presidente, che sei “colui che si oppone” allo stato profondo, l’assalto finale dei figli delle tenebre.” e poi “Attorno a Lei si riuniscono con fiducia e coraggio coloro che La considerano l’ultimo presidio contro la dittatura mondiale. L’alternativa è votare un personaggio manovrato dal deep state […] “.
L’alto prelato, da tempo immerso in una violenta polemica con Papa Bergoglio, da lui accusato di essere espressione della “chiesa profonda” analoga al “deep state” qanoniano, dopo queste e altre dichiarazioni pubbliche dagli espliciti toni complottisti è naturalmente divenuto un beniamino dei seguaci di QAnon.
Padre Livio Fanzaga, storico direttore di Radio Maria, ha esplicitamente abbracciato le teorie di QAnon durante la trasmissione di maggior successo della Radio, che fa un milione e mezzo di ascoltatori ogni giorno ed ha un milione e settecentomila seguaci su Facebook.
Il 3 novembre, riferendosi inizialmente ai manager delle grandi aziende ad alta tecnologia della California, dice “non solo negli Stati Uniti ma anche in altre parti del mondo si arriva a delle perversioni sessuali di cui bisognerebbe vergognarsi solamente a parlarne, cioè il polisesso, le ammucchiate, il poliamore, il cannibalismo! Mangiano la carne di bambini. Io ho fatto ben due video ben documentati su questo. Il satanismo! Che praticano, tant’è vero che la figlia di Clinton, questo lo trovate su internet, fa queste affermazioni che il satanismo è una religione seria. Il grande sforzo che stanno facendo queste lobby per rendere legale il sesso con i bambini! Una roba immonda contro la quale hanno lottato Trump e Putin“. Qui la trasmissione, le dichiarazioni riportate sono dal minuto 27 in poi.
Padre Fanzaga più recentemente ha conquistato i titoli dei giornali con dichiarazioni analoghe a quelle di monsignor Viganò, per le quali la pandemia non è altro che un progetto di élite mondiali luciferine, preparato da tempo e volto alla creazione di un mondo dittatoriale senza Dio.
L’uso politico di QAnon negli USA è oramai cosa scontata, dall’appoggio esplicito di Donald Trump all’elezione al parlamento di alcuni seguaci di Q.
Ma nei fatti di cronaca degli ultimi anni anche in Italia ricorre l’uso politico degli abusi sui bambini, non è un caso se negli account che abbiamo indagato si sprecano i riferimenti sul caso che ha scosso l’opinione pubblica nel 2019 e avvenuto a Bibbiano. Dunque, soprattutto dopo che il caso Bibbiano ha monopolizzato parte della campagna elettorale regionale in Emilia-Romagna, non è da escludere una utilità politica dei temi di QAnon in Italia.