L’affondamento del Titanic e Guglielmo Marconi

da robertobosio.it

La storia la conosciamo tutti. Poco prima della mezzanotte del 14 aprile 1912, il transatlantico britannico Titanic colpisce un iceberg e affonda nel giro di un paio di ore. Una tragedia che causa la morte subito di circa 1.500 dei 2.224 passeggeri – altri morirono nei giorni successivi. Se fosse successo qualche anno pria sarebbe potuta andare addirittura peggio.

L’invenzione del telegrafo

Quattro giorni dopo il naufragio entra nel porto di New York un altro transatlantico – si chiamava Carpathia – con più di 700 passeggeri del Titanic che aveva raccolto in mare poche ore dopo il naufragio.

Si erano salvati perché pochi anni prima Guglielmo Marconi aveva depositato il brevetto di un sistema di telegrafia senza fili, e successivamente aveva fondato a Londra una società – la Wireless Telegraph and Signal Company – che aveva messo sul mercato un’applicazione della sua invenzione.

I marconisti

Nel giro di qualche anno la maggior parte delle navi passeggeri avevano già l’apparecchiatura venduta dalla società di Marconi – e gli operatori che la usavano vennero chiamati marconisti

L’inventore italiano aveva anche stabilito che il messaggio di allarme in caso di pericolo – allora si usava il codice Morse – sarebbe stato il CQD. Per il resto la pratica non era regolamentata: non c’erano turni fissi e nemmeno un canale dedicato per eventuali comunicazioni.

E’ un caso che il marconista del Carpathia sia ancora sveglio ed in ascolto per ricevere la richiesta di soccorso. E’ il messaggio che aveva stabilito Marconi, anche se da 4 anni il codice di allarme universale era l’SOS.

Ad accogliere i sopravvissuti al porto di New York c’è anche il direttore generale delle Poste. Li accoglie dicendo che sono salvi solo grazie ad un uomo – Guglielmo Marconi – ed alla sua invenzione.