DDL Zan, ecco cosa prevede la legge

Al di là delle polemiche politiche nate dal discorso di Fedez al concerto del primo maggio, di cosa tratta il DDL Zan? Cerchiamo di capirlo.

 

L’iter parlamentare

Il DDL è stato approvato alla Camera il 20 novembre 2020, e da allora si aspetta che venga calendarizzato al Senato. La situazione di stallo è dovuta al fatto che a febbraio è cambiata la maggioranza, ed ora bisogna considerare anche le posizioni del centrodestra. Da qualche giorno è stata finalmente prevista la calendarizzazione della legge a Palazzo Madama. Ma anche qui c’è un problema, visto che il relatore sarà il presidente della Commissione Giustizia, il leghista Ostellari. Il rischio è che ora il DDL sia ostaggio delle volontà del Carroccio. E quindi nella migliore delle ipotesi ci vorrà ancora un nuovo passaggio alla Camera, o peggio l’affossamento della legge a Palazzo Madama.

 

Cosa prevede la legge

Il DDL Zan nasce dalla sintesi di disegni di legge di segno diverso. Il provvedimento essenzialmente estende il reato di propaganda ed istigazione a delinquere “per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa” – introdotto dalla legge Mancino -, anche a “motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”.

C’è la reclusione fino 18 mesi o multa fino a 6.000 euro per chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione per “motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”, ed il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi. Il testo prevede anche che, per qualsiasi reato commesso per le finalità di discriminazione o di odio, la pena venga aumentata fino alla metà, e che chi commette qualche delitto previsto da questo provvedimento possa ottenere la sospensione condizionale della pena se presta un “lavoro in favore delle associazioni di tutela delle vittime dei reati”.

 

E la libertà d’espressione?

Uno dei cavalli di battaglia di leghisti ed ultrà cattolici è che il DDL Zan impedirebbe di esprimere liberamente le proprie opinioni. Per questo, durante il passaggio alla Camera del provvedimento è stata inserita una clausola salva idee, che prevede questo passaggio: “Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”.

Un’altra delle accuse lanciate a questo provvedimento dagli oppositori è che servirebbe a diffondere la “dottrina del gender”. Il DDL prevede la celebrazione della giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la tran­sfobia il 17 maggio. Su questo punto l’Italia come al solito è in ritardo rispetto al resto del mondo occidentale. E le iniziative di sensibilizzazione eventualmente previste dalle scuole dovrebbe essere nel rispetto del “piano dell’offerta formativa” e del “patto educativo di corresponsabilità” – ovvero non possono avvenire senza l’accordo delle famiglie. E per tutte le proposte che prevede la legge al momento non ci sono finanziamenti.