Didattica dell’errore: qual è il suo ruolo nell’apprendimento?

Di Veronica Elia – 6 Maggio 2021
Scuola Informa

All’interno del processo di apprendimento si può parlare di una vera e propria didattica dell’errore. Questo perché durante l’acquisizione delle competenze è inevitabile che lo studente possa incontrare una serie di ostacoli che rappresentano per lui un’occasione di crescita. Vediamo, quindi, qual è il valore dell’errore e come è opportuno gestirlo dal punto di vista del docente e dell’allievo.

Didattica dell’errore: un momento di crescita per lo studente

Durante il processo di apprendimento è inevitabile che un allievo possa trovare davanti a sé qualche ostacolo. Tuttavia, commettere un errore non è da considerarsi necessariamente un momento negativo ai fini didattici. Ormai da tempo si è, infatti, cominciato a vedere il concetto di errore come l’origine del pensiero critico consapevole. In questo modo, lo studente prende coscienza di poter sbagliare ed affrontare il giudizio senza timori. Sottolineare un errore può assumere così un valore positivo, in quanto l’allievo impara a riconoscerlo e a superarlo.

In questo contesto qual è, quindi, il ruolo dell’insegnante? Come deve gestire l’errore commesso dallo studente?

Come gestire l’errore

Nel processo cognitivo l’errore diventa un luogo che esiste e da cui lo studente deve trovare una via d’uscita per acquisire nuove competenze. A questo aspetto si aggiunge, poi, anche il fatto che dal confronto con gli altri alunni nasce un processo formativo comune in cui l’insegnante deve intervenire in maniera costruttiva.

Per farlo, egli deve essenzialmente assolvere due funzioni:

  • guidare lo studente attraverso la sua riflessione durante l’apprendimento;
  • mettersi in discussione anche sui propri eventuali sbagli, in modo da attivare un’analisi preventiva degli errori degli allievi.

In questo modo, lo studente si focalizzerà sul percorso seguito per giungere al sapere, in cui l’errore è compreso ed infine superato.