La laurea in scienze delle religioni e quella in scienze cognitive

In questi giorni sta divampando la solita polemica inutile relativamente all’emendamento presentato da Roberto Rampi – è un senatore del PD – approvato in commissione Affari Costituzionali al Senato, che stabilisce un’equipollenza tra la laurea in scienze delle religioni con quelle di storia, filosofia e antropologia culturale.

Se volete approfondire la questione vi rimando a questo post che ho scritto sul blog Infodocenti. In questa occasione ritorno sul tema solo per rilevare un’incongruenza evidente: la laurea a cui si fa riferimento nell’emendamento è quella in scienze delle religioni (LM 64), si tratta di un percorso inserito in alcune facoltà di lettere-storia e filosofia di università statali italiane.

Se la proposta del senatore dovesse diventare norma di legge, i laureati con questo titolo potrebbero insegnare, oltre alle classi di concorso A018 e A019, anche  la A011 e A012 (a patto di avere molti CFU in alcuni SSD). Sarebbe l’ora di considerare anche la situazione dei laureati in scienze cognitive (LM 55). Chi ottiene questo titolo non può insegnare in nessuna classe di concorso. Si tratta di un’evidente distorsione che sarebbe il caso di correggere…