FIS E BONUS: LA DEBÀCLE DEI DOCENTI

FIS E BONUS: LA DEBÀCLE DEI DOCENTI di Stefano Battilana e Andrea Patassini

FINE DEL BONUS DOCENTI. Vi presentiamo un report di dati reali sull’impiego di FIS e Bonus di valorizzazione, non si tratta di un sondaggio più o meno approssimativo e neppure di un trend contrattuale, più o meno paventato: parliamo della destinazione concreta e ormai consolidata dei fondi destinati ai docenti nella contrattazione decentrata d’istituto, provenienti dal cosiddetto FMOF, alimentato dal monte salari del personale, quindi in magna pars dai docenti. Purtroppo, era nelle tragiche aspettative e nell’indifferenza anche degli stessi interessati, ma i dati reali della suddivisione del FIS confermano una drastica riduzione dei fondi destinati ai docenti, rispetto a quelli invece destinati al personale ATA. Era prevedibile, visto l’andamento (vorremmo dire andazzo) delle contrattazioni, laddove tutti i sindacati generalisti hanno voluto suddividere l’ex Bonus docenti, senza neppure modificare le percentuali, già assai generose, del FIS per il personale ATA. È una storia di figli e figliastri, iniziata molto tempo fa, ma questa prima ricerca statistica lo prova in modo matematico.
LA RACCOLTA DATI Andiamo per ordine: è possibile reperire sul sito dell’ARAN il deposito di tutte le contrattazioni integrative nazionali, inviate dalle scuole dopo il visto dei revisori dei conti. Alla data del 25/03/2021, erano 3532 le contrattazioni 2020-21 raccolte all’ARAN, il 42,6% del totale degli 8290 istituti scolastici statali. Su questa massa, già sufficientemente abbondante da analizzare, abbiamo fatto uno screening accurato, costruendo una tabella comparativa con le contrattazioni di 165 scuole: questo numero costituisce un valore statistico minimo, cioè il 2% di tutte le scuole italiane. La ricerca già così ci appare assai significativa, ma verrà comunque ripresa quando tutte le contrattazioni saranno depositate, durante l’estate prossima, è stata dapprima circoscritta alla nostra regione emiliano-romagnola, poi è stata allargata in modo casuale e disseminato su tutto il territorio nazionale, analizzando la suddivisione percentuale dei contratti.
IL CRITERIO DI ANALISI Di ognuna delle 165 scuole abbiamo preso in considerazione tre parametri: 1) suddivisione del FIS fra docenti ed ATA; 2) suddivisione del Bonus; 3) criteri di assegnazione del bonus (se per contrattazione o per criteri di valutazione) e abbiamo fissato uno standard di discrimine: laddove la suddivisione era al 75/25, le cose andavano normalmente (tocca accontentarsi…) e, volendo attribuire un valore alle diverse situazioni, abbiamo usato il sistema dei semafori, qui riassunto molto concisamente (i dati analitici non sono qui pubblicati, ma a disposizione):
– semaforo verde “Ottimo per i docenti”: quando la suddivisione è per testa o in genere 80/20 oppure il Bonus va quasi interamente ai docenti, con criteri decisi in contrattazione;
– semaforo giallo “Positivo per i docenti”: per le percentuali tra il 76/24 e il 79/21;
– una zona grigia, corrispondente al 75/25 ricordato in premessa;
– semaforo rosso “Negativo per i docenti”: dal 74/26 in giù, compreso anche il Bonus.

UNA MAREA DI SEMAFORI ROSSI In ogni ricerca statistica vi sono risultati attesi, ma la realtà riscontrata ha superato ogni pessimistica previsione. Andiamo per ordine:
– semaforo verde, 20 scuole, 12 %: poche ma non pochissime, a testimonianza che laddove la RSU difende gli interessi della categoria docenti, questo è possibile, nonostante la pressione dei sindacati provinciali e generalisti.
– semaforo giallo, 10 scuole, 6 %: una soluzione piuttosto di nicchia, la contrattazione rifugge la mediazione sui piccoli scostamenti, puntando ai numeri pari
– zona grigia, 33 scuole, 20 %: pensavamo sarebbe stata la maggioranza e con grande sorpresa non lo è più; le percentuali sono aumentate negli anni a favore del personale ATA e il Bonus non ha certo invertito la tendenza;
– semaforo rosso, 102 scuole, 62 %: la vera gaussiana, la grossa pancia del pesce FIS, in cui il 30% (a volte di più: in una scuola di Roma siamo arrivati a trovare la percentuale di suddivisione 55/45!) delle risorse va al personale Ata, che, mediamente in organico, non supera il 20%.


CONSIDERAZIONI FINALI Ne facciamo solo quattro:
1) il Bonus è andato solamente ai docenti in meno dell’1 % dei casi e quindi è stimabile che questo sia avvenuto in meno di un centinaio di scuole in tutta Italia;
2) il trend, tuttavia, non è irreversibile: se vi sarà la consapevolezza dei docenti, molte contrattazioni potranno essere rimodulate e le RSU elette da loro potranno mettere mano alla suddivisione proporzionale;
3) se proprio il FMOF deve rappresentare il salario accessorio dei docenti (pessima idea), sarebbe equo fosse suddiviso alla fonte, al Ministero, evitando così di portare il conflitto e la sperequazione nelle scuole;
4) il Bonus viene di norma assegnato al personale ATA a pioggia e quindi lo prendono tutti (intensificazione), mentre per i docenti il criterio, assai fiscale, è quasi sempre quello della valorizzazione individuale e non quello della “flessibilità docenti”, che invece riguarda tutti.

Stefano Battilana

Nato a Bologna nel 1956, dopo aver frequentato il Liceo Classico, si laurea in Lettere Moderne, con una tesi in Letteratura anglo-americana e consegue la Specializzazione in Filologia moderna, con una tesi sulla traduzione e in seguito il Perfezionamento in Organizzazione e Direzione e in Counseling e Orientamento professionale. Nel 1987 consegue abilitazione in Materie letterarie (cattedra dal 1987 al 2011) e in Filosofia e Storia (cattedra dal 2011). Ha sempre curato l’autoformazione e l’aggiornamento disciplinare. Dopo la laurea e prima dell’insegnamento, ha lavorato nel settore della formazione professionale. Dal 2014 svolge attività sindacale a tempo pieno.