COSA VIENE DOPO LA DAD: CONTRO L’USO DEL CELLULARE

Possiamo partire da Cobra Kai, la serie sequel di Karate Kid sugli adolescenti e le loro difficili scelte di vita fra aggredire e difendersi: ebbene, una ragazza del gruppo, di nome Aisha, nera e piuttosto grassottella, è vittima di un pesante episodio di bodyshaming, che avviene proprio grazie all’uso distorto del cellulare,. È solo un esempio fra i tanti del fatto che il cellulare a scuola è il veicolo privilegiato dei nuovi moderni bulletti anche femmine. Potrebbe bastare questo, senza neppure considerare gli effetti deleteri sulla didattica, per vietare il telefonino a scuola, in modo da attenuare almeno il fenomeno del cyberbullismo. Potrebbe bastare l’esempio degli altri paesi a noi vicini: in Francia dal 2018 il cellulare è vietato a scuola per i bambini fino a 12 anni, in attuazione di una precisa promessa elettorale del presidente Macron; in Germania, il cellulare è interamente proibito, alla tedesca potremmo dire, cioè al rigorosamente; in Spagna, vietato dal 2020 in tutte le scuole pubbliche e private. Le citazioni potrebbero proseguire: tutti i paesi europei hanno limitazioni o divieti nell’uso dei cellulari a scuola, in Gran Bretagna, , il ministro dell’Istruzione Williamson ha appena dichiarato guerra ai cellulari fra gli studenti per motivi didattici. È stato infatti calcolato, in base a uno studio, durato oltre dieci anni, della London School of Economics, che il danno all’apprendimento causato dal cellulare a scuola potrebbe quantificarsi in un’ora di lezione in meno a settimana. Se i ragazzi non fossero distratti dal multitasking, la loro produttività scolastica aumenterebbe fino al 7% in più, Da noi l’uso del cellulare è vietato a tutti da una Circolare ministeriale fin dal 2007, ma all’italiana, per cui nessuno la applica, senza divieti espliciti o fattuali e il dibattito è piuttosto in sordina, Insomma, la materia non è normata e con la DAD il cellulare è diventato spesso giocoforza l’unico device utilizzabile, sia per economicità sia per capacità connettiva. Ora i tempi sono cambiati (si spera) e la DAD è andata in soffitta e così l’uso del cellulare per la didattica è ridiventato un problema. Per questo vorremmo, in questa queste ultime righe, dare conto di una proposta di legge, presentata dall’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, la quale prevede divieti rigorosi e multe salatissime ai genitori (fino a €1500) per i bambini fino a 12 anni che ne facciano uso, non solo a scuola ma anche nella sfera privata: una proposta drastica nell’intento di disciplinare la dipendenza digitale.

Stefano Battilana

Nato a Bologna nel 1956, dopo aver frequentato il Liceo Classico, si laurea in Lettere Moderne, con una tesi in Letteratura anglo-americana e consegue la Specializzazione in Filologia moderna, con una tesi sulla traduzione e in seguito il Perfezionamento in Organizzazione e Direzione e in Counseling e Orientamento professionale. Nel 1987 consegue abilitazione in Materie letterarie (cattedra dal 1987 al 2011) e in Filosofia e Storia (cattedra dal 2011). Ha sempre curato l’autoformazione e l’aggiornamento disciplinare. Dopo la laurea e prima dell’insegnamento, ha lavorato nel settore della formazione professionale. Dal 2014 svolge attività sindacale a tempo pieno.